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venerdì 24 maggio 2013

Voglia di...mughetti (anche da tricotare)

Come avete ben visto, il meteo è impazzito, pioggia, freddo, vento, neve e 
manca solo una settimana 
all'inizio di giugno!


Che voglia di passeggiare in mezzo al verde e di respirare il profumo dei fiori...


Dato che il meteo non mi consente di esaudire questo desiderio, navigo sul web in cerca di immagini che evochino la primavera e mi sono lasciata catturare da questo questo piccolo fiore: il mughetto. 


Bianco, semplice, elegante e profumato.
Nel linguaggio dei fiori, i mughetti rappresentano la felicità ritrovata, la serenità dopo i periodi di sconforto e augurano buona fortuna.


 In Francia vengono regalati spesso in occasione di eventi importanti, proprio con questo significato ben augurale.



Si dice che l'usignolo a primavera 
aspetti le fioriture del primo mughetto per 
volare nel bosco a celebrare i suoi amori.


Il mughetto rappresenta anche l’amore discreto e la fedele vita matrimoniale,
che sia per questo che un suo mazzolino è perfetto per una sposa ?


E per chi lo volesse riprodurre con l'uncinetto
ho trovato il tutorial QUI per voi.


In attesa di tempi migliori, 
con tanti mazzolini di mughetti,

un caro saluto a tutti,

Marina

lunedì 13 maggio 2013

Mobiletto rinnovato in stile shabby chic

E' dall'anno scorso che penso di dare un nuovo look alla zona coperta del mio terrazzo.


E' un ambiente molto tradizionale, travi del pergolato in legno tinto noce, mobili scuri, persiane scure, risulta molto accogliente, ma io sento il bisogno di una ventata di freschezza.
Il pavimento è orrendo, ma per ora mi tocca tenerlo così com'è.




Ho deciso di iniziare rinnovando questo piccolo mobile degli anni '70 che aveva mia nonna nell'ingresso del suo appartamento, non è certo di valore, ma come tutte le cose che appartenevano alle mie nonne, è per me un caro ricordo.




Per la scelta del nuovo colore, sono stata molto condizionata dalla tinta giallo ocra delle pareti esterne che ovviamente non posso modificare perché abito in un condominio.



Ho cercato immagini sul web che mi aiutassero a trovare l'abbinamento migliore ed ho optato per il bianco avorio, l'effetto mi piace risulta delicato, fresco e rilassante.



La settimana scorsa ho anche fatto un giretto nella cantina dei miei e rovistando fra le vecchie cose ho trovato questo bel colapasta smaltato (sempre della nonna), ho in mente di trasformarlo in un lampadario da cucina, ho visto molte foto del genere e l'idea mi stuzzica molto.



La primavera suscita anche in voi voglia di cambiamento?

Un caro saluti a tutti, 

Marina

martedì 5 marzo 2013

Diciotto anni...

E poi un giorno all'improvviso, arrivano i 18 anni!
Non è mica una cosa da poco, è la maggiore età.
Così anche la Cate, la mia pulcina, è diventata maggiorenne e dato che il suo compleanno è stato il 22 febbraio è pure andata a votare!
Lei era gasatissima, aveva organizzato la festa, invitato gli amici, era arrivato anche il ragazzo che abita in Puglia, insomma un grande evento.

Ma qualche settimana prima...
"Mamma, non riesco a trovare un vestito che mi piaccia, ho girato in tanti negozi, ma niente, poi quelli belli costano un botto. 
Voglio che sia speciale, come posso fare?"
E la mamma che fa? Si mette in movimento, parla con la nonna, tirano fuori tessuti e pizzi e vecchi vestiti da cui riprendere il modello.
La Cate osserva, sceglie il modello, poi il tessuto, il pizzo e dà il via ai lavori.
La nonna è tutta preoccupata di non riuscire a fare un bel lavoro, ma si mette all'opera con un po' d'aiuto della mamma e alla fine del lavoro sentenzia:
"Mo se dai clè avnù ben!" (ma si dai che è venuto bene)
La nonna non è una sarta, ma le è sempre piaciuto cucire e se la cava alla grande, ora ha una certa età, ha passato i settanta e non ha più la sicurezza di un tempo, ma con qualche aiutino, le è venuto fuori un abito da sera coi fiocchi.



Archiviato il lavoro di cucito, bisognava pensare alla torta, si perché qua vige la regola del fai da te praticamente su quasi tutto...
"Mi piacerebbe che nella farcitura ci fosse la crema pasticcera coi granelli di cioccolato e sopra la panna"
La mamma: "e come la decoriamo? ti piacerebbero delle rose di pasta di mandorle?"
"Va bene, ma le voglio rosse!"
Manco fosse una festa di laurea, ma se le vuole di quel colore va bene così. Si ordina il pan di Spagna dal forno e il resto si fa a casa.
Intanto, per la festa la Cate ha prenotato un ristorante che rimane in campagna fuori Forlì, una bella villa dell'ottocento, che le piace proprio tanto, molto romantica!

Ma cosa succede la sera prima della festa?
Inizia a nevicare! 
E il giorno della festa?
Nevica ancora più forte!
Telefonano dal ristorante e informano che il parcheggio è impraticabile, panico...che si fa?
Dopo discussioni e grandi scene da melodramma, la Cate si convince a spostare il luogo della festa,
è comunque una ragazza che non si perde d'animo e nel giro di un'ora trova e prenota un ristorante in città  (tanto quanta gente vuoi che esca stasera con la bufera di neve?) e avvisa tutti gli invitati del cambiamento.
Il problema più grosso e grosso è proprio l'aggettivo più adatto, è la torta.
La panna cede e la torta è da trasportare al ristorante.
Fuori la neve ha imbiancato tutto, le strade sono percorribili solo con le gomme termiche o con le catene e naturalmente il babbo ha le catene. Quindi si carica la torta (40 x 60 cm) nel baule della macchina e si parte.
Insomma una cosa rocambolesca, il babbo guida ai 2 km all'ora, la mamma bada la torta cercando di immobilizzarla con la forza del pensiero e dopo una ventina di minuti (la distanza era relativamente breve) l'auto arriva a destinazione.
I ragazzi stanno mangiando quando la torta fa il suo ingresso scortata dal babbo e dal ristoratore che se la imbosca in cucina in attesa della fine della cena.
Il resto non ve lo posso raccontare perché non ero presente, ma mi dicono che tutto sia andato per il meglio.



Queste sono alcune foto scattate al ristorante dagli amici di Caterina.


Un lungo post, pieno d'emozioni,
da rileggere per ridere un po' e ricordare questa data speciale, i 18 anni della mia Caterina, una piccola, grande donna.




Un carissimo saluto a tutti,


Marina