sabato 4 maggio 2013

Giorni di primavera a Martina Franca

Vale la pena visitare la Valle d'Itria in primavera.

Oltre alla presenza degli ulivi spesso secolari, la campagna è particolarmente bella grazie ai fiori spontanei che crescono abbondantemente nei campi.


 Il rosso dei papaveri mescolato al rosa, al bianco, al giallo, dei tanti fiori selvatici, donano agli occhi di chi guarda un vero spettacolo della natura che sommato alle opere umane costruite nei secoli rendono questa valle un posto davvero speciale.
Mi emoziona sempre passeggiare per i vicoli del centro storico di Martina Franca e ammirare i bei palazzi barocchi, come mi rilassa girare per le campagne con le sue tipiche costruzioni rurali, inconfondibili ed uniche al mondo: i trulli.




Martina Franca è uno dei paesi dell'Itria ed è il paese di nascita di mio marito dove tuttora risiedono i suoi parenti.

 

I miei suoceri non hanno un trullo,  ma una casetta bianca, dalla tipica forma col tetto piano, il mio sogno sarebbe stato quello di averne uno, comunque poter trascorrere qualche giorno  nella campagna tra gli ulivi è sempre piacevole e rilassante.


Per la prima volta da quando siamo sposati, mio marito ed io siamo riusciti a passare qualche giorno a Martina in questo periodo dell'anno e sono rimasta particolarmente affascinata da questa esplosione di fiori e di verde.


Ero abituata a vedere la Puglia in estate, è sempre uno spettacolo, ma trovo che il periodo primaverile la renda ancor più bella.



Questa volta siamo scesi in treno e spostarci in loco è stato piuttosto problematico,
ma siamo riusciti ad incontrare Lory 
che ha preparato per noi una deliziosa cena a base di pesce, con un dolce finale da leccarsi i baffi,
è una cuoca bravissima!

Ed ora vi mostro il delizioso 
regalo che mi fatto, 
riserva sempre una cura speciale per la confezione


un bell'asciugamano da cucina ricamato a punto croce dalle sue abili mani.


Casa dolce casa...


Cara Lory, sei speciale, grazie per la tua cortesia!

Un caro saluto a tutti,
Marina




martedì 23 aprile 2013

Una casetta piccola così

L'aria della primavera ci avvolge, 
prati fioriti, cinguettii, tutta la natura ci parla di rinnovamento, di rinascita.
Come ogni anno, abbiamo fatto i lavori di pulizia primaverili in terrazzo, per poterci passare comodamente momenti di relax.



Per abbellire, ho rispolverato 
le casette degli uccellini 
che avevo fatto un bel po' di tempo fa.



Base di compensato, intonaco granuloso, per il tetto fogli usati di carta vetrata con l'aggiunta di scaglie di corteccia, qualche decorazione e macchie di colore per renderle più accoglienti, ...casa dolce casa...



e se qualche uccellino le trovasse accoglienti e volesse abitarci ne sarei davvero felice.


Un caro saluto a tutti,

Marina

domenica 7 aprile 2013

Rose nelle collane

Primavera, tempo dei fiori, bellissimo dono di madre natura. 
Come avrete notato, uno dei fiori che preferisco riprodurre è la rosa, 
ma non credo di avervi mai mostrato i miei boccioli di rosa in pelle. 


Avevo trovato nel magazzino dove spesso vado a cercare qualche bella stoffina, della nappa molto morbida con effetto invecchiato ed ho voluto provare ad utilizzarla per fare appunto i petali di queste rose.



Le foto sono di scarsa qualità e non si vede bene l'effetto delle sfumature della pelle che dà ai petali un aspetto molto naturale, un effetto che mi è molto piaciuto.



Quelle che vedete sono collane che avevo fatto nel 2008 (che grazie a Dio ho venduto), ma in una delle mie scatole ho ancora una rimanenza di questa bella nappa che vorrei utilizzare per fare altre rose e altri nuovi bijoux.

Intanto aspettiamo con ansia che tornino a sbocciare le nuove rose nei nostri giardini,
che la primavera si decida a farci compagnia col suo tepore, i suoi colori ed i suoi profumi.

Un caro saluto, 
pace e bene a tutti,

Marina

P.S.
Da un po' di tempo non riesco a visitare con assiduità 
i vostri blog, ma non è per scortesia nei vostri confronti, 
vogliate scusarmene. 
Vorrei poter passare sempre da tutti,
ma non manco mai di rispondere con piacere ai commenti che gentilmente mi lasciate e per cui vi ringrazio di cuore.

venerdì 29 marzo 2013

Buona Pasqua a tutti

 SANTA PASQUA 2013


L'amore che Cristo risorto ci dona, 
riempia il nostro cuore e 
ci renda nuove persone.

fonte

Abbiamo tutti bisogno di pace, prima di tutto
nel nostro cuore, poi nella nostra famiglia, nei luoghi di lavoro e con gli amici, 
ma anche di vedere pace, armonia ed accordo in ogni ambito sociale.
Questo è l'augurio che mando a tutti, 
che entri la pace nei nostri cuori.

AUGURI!

Marina

domenica 24 marzo 2013

Ciambella di carote

Si, si, questo è un post decisamente inusuale per il mio blog, 
ma su suggerimento di Gio del blog "Mamma dilettante" e di Silvia del blog "Mammabook" oggi vi mostro 
la ricetta per la Ciambella alle carote.
L'avevo trovata sulla rivista "Buona cucina" n°5 -maggio 1997- (quasi d'epoca!)
Vi posso assicurare che il risultato è ottimo, 
l'ho preparata per il pranzo di Pasqua più d'una volta ed i commensali hanno sempre molto gradito.

Ingredienti per 8-10 persone

Per la ciambella:
- 6 uova a temperatura ambiente
- 250 gr di zucchero
- 450 gr di carote
- la scorza grattugiata ed il succo di 1/2 limone
- 1 cucchiaino di cannella 
  (posso dire che se ne può mettere anche meno, dipende  
   dai gusti personali)
- 100 gr di mandorle in polvere 
  (io ho frullato le mandorle sgusciate)
- 1 cucchiaino di lievito in polvere
- 80 gr di pane grattugiato fresco
- 60 gr di farina
- sale

Per la cottura è consigliato l'uso di uno stampo a ciambella del diametro di 28-30 cm imburrato ed infarinato.

Per la salsa al limone:
- 250 gr di zucchero a velo
- 3 cucchiai di acqua tiepida
- il succo di 1 limone

Preparazione:
- Raschiate le carote, lavatele e cuocetele in acqua bollente per 25 min, quindi passatele nel mixer e lasciate raffreddare la purea ottenuta.
- Separate in una ciotola i tuorli dagli albumi, di questi ultimi tenetene da parte 5 in un'altra ciotola.
- Sbattete con una frusta elettrica i 6 tuorli con lo zucchero finché saranno diventati bianchi e spumosi. Incorporate gradualmente la purea di carote, la scorza ed il succo di limone, la farina setacciata, le mandorle, la cannella, il pane grattugiato ed il lievito, sempre mescolando con la frusta elettrica.
- Montate a neve ben ferma i 5 albumi con un pizzico di sale ed incorporateli delicatamente al composto con una spatola.
- Versate l'impasto nello stampo, battetelo sul piano da lavoro per livellarlo, mettete in forno preriscaldato a 180° per 30 min circa. 
Verificate la cottura con uno stecchino che estratto dalla ciambella dovrà risultare asciutto.
- Fate raffreddare il dolce per 10 minuti prima di toglierlo dallo stampo e mettetelo sul piatto di portata.
- Unite lo zucchero a velo ed il succo di limone all'acqua tiepida e mescolate fino a che la salsa diventerà liscia e lucida, dopodiché versatela sulla ciambella in modo che coli sui lati. (se lo preferite, potete servire la ciambella anche senza la salsa al limone)

Nelle indicazioni questa ricetta è considerata di facile esecuzione.
Tempo di preparazione 35 minuti, cottura 30 minuti.

Quanto nutre una porzione:
Calorie            364
proteine         8.8 g
lipidi           5.5 g
glucidi         66.9 g
fibra alim.        8 g
colesterolo     135 mg


Ho scansionato una vecchia foto (abbiate pietà di me!) della ciambella, in quell'occasione l'avevo decorata facendo un coniglietto e delle carotine col marzapane, le foglioline delle carote sono ciuffetti di prezzemolo.


Questa invece è la foto molto professionale 
presa dal giornale. 


Spero di avervi dato un buon suggerimento per una ciambella dal gusto primaverile, particolarmente consigliata per la Pasqua.

Buona settimana a tutti,
un caro saluto,

Marina  
 
P.S.
Un saluto speciale a Fabiola e Germana 
che ringrazio per la loro frequenza sul mio blog.

martedì 19 marzo 2013

Un uovo dentro ad un fiore

Ricordo sin da quando ero bambina l'usanza di mangiare a colazione, il mattino del giorno di Pasqua, l'uovo benedetto.
Il sabato Santo mia mamma faceva bollire le uova che una volta diventate sode io dipingevo, poi dopo averle messe dentro ad un cestino le portavamo in Chiesa per la benedizione. 
Ho trasmesso questa tradizione anche alle mie figlie e a mio marito che non la conosceva. Quando le mie figlie erano piccole erano loro a decorare le uova, un momento divertente e coinvolgente.
Per rallegrare la tavola e presentare le uova sode in modo diverso, quest'anno ho pensato di fare dei fiori di feltro dai grandi petali ed utilizzare le loro corolle come base d'appoggio per le uova.



Ho voluto adattare alla tradizione dell'uovo pasquale, la mia ultima passione creativa: il feltro.



Ho recentemente seguito un corso, proprio per imparare a fare dei fiori con la lana cardata.
Quelli che vedete sono i miei primi esperimenti, son venuti un po' ruspanti, ma tutto sommato non mi dispiacciono.


Al supermercato ho trovato una confezione di ovetti di zucchero colorati e mi è piaciuta l'idea di metterli  in un piatto assieme ai fiori. 
Nelle foto vedete alcune prove, ma può darsi che trovi un'alternativa che mi piaccia di più.



Alla ricerca delle origini di questa tradizione delle uova benedette, ho trovato sul web delle interessanti spiegazioni che allego qui di seguito.

"L'uovo è il più antico simbolo dell'origine della vita; è sempre stato associato alla primavera, alla rinascita e, nella cultura cristiana, alla resurrezione. La tradizione pagana di scambiarsi uova dipinte nelle feste propiziatorie della fertilità risale agli Egiziani ed ai Persiani. Il dono era considerato di buon auspicio, in quanto simbolo del rinnovarsi della vita. 
Tale simbologia, con qualche variante, fa parte della cultura di moltissimi popoli antichi. Tra i romani, ad esempio, Plinio testimonia il costume di seppellire nei campi uova dipinte di rosso, per tenere lontani gli influssi malefici e propiziarsi un buon raccolto.

La Pasqua ebraica (da "Pasach", passaggio) è la ricorrenza che ricorda l'esodo dall'Egitto e la rinascita spirituale. Il pasto rituale della festa, oltre all'agnello (simbolo di dolcezza e di sacrificio) ed al pane azzimo (simbolo di penitenza), prevede le uova, simbolo di una nuova vita.

La simbologia ebraica fu assimilata dai primi cristiani, per celebrare il ritorno alla vita di Cristo. L'uovo fu mantenuto come emblema della rinascita ed associato alla sacralità del battesimo, da cui la tradizione di scambiarsi uova benedette. Anche l'uso di colorare le uova si è mantenuto nel tempo ed alcune leggende lo hanno legato alla figura di Cristo risorto: Maria Maddalena era una delle donne che erano andate al sepolcro di Gesù, ma l'aveva trovato vuoto. Allora corse alla casa nella quale si trovavano i discepoli, entrò tutta trafelata ed annunciò la straordinaria notizia. Pietro, uno dei discepoli, la guardò incredulo e disse: "Crederò a quello che dici solo se le uova contenute in quel cestello diverranno rosse."
E subito le uova si colorarono di un rosso intenso!"                                                                              (link)
Mi piace risalire alle origini delle nostre tradizioni e capire le ragioni della loro nascita.


A chiusura di questo post, auguri a tutti i papà, oggi S.Giuseppe è la loro festa!

Un augurio e una preghiera particolare al S.Padre, 
Papa Francesco, padre di tutta la Chiesa 
che oggi ha celebrato la Santa Messa di inizio pontificato.



Un caro saluto a tutti,


Marina

giovedì 14 marzo 2013

Guanti semplici, ma preziosi

In questi giorni sto facendo un lavoro detestabile, sgomberare lo sgabuzzino in soffitta.
Abitiamo in questo appartamento da quando ci siamo sposati, cioè da quasi ventitré anni ed il ripostiglio ricavato nella parte più bassa del sottotetto si è riempito.
All'inizio c'erano riposte poche cose, due scatole di piastrelle avanzate, vecchi libri di scuola, le valigie e le scarpe fuori stagione. Ora c'è di tutto, ma veramente di tutto.
Non so se capita anche a voi, ma io accumulo pensando che quella "cosa" che ora non uso, prima o poi mi servirà, poi potrei riciclarla, poi potrebbe servire alla ragazze, poi...
Adesso il volume delle cose messe da parte è diventato esagerato, quindi si è reso necessario un intervento di selezione e sgombero.
Tanti capi d'abbigliamento li ho già infilati nei sacchi e li porteremo ad un'associazione di volontariato dove so per certo che ne faranno buon uso.
Fra le tante cose che non usiamo più, ci sono anche dei piccoli tesori, naturalmente non lo sono per il loro valore materiale, ma per quello affettivo. Ho ritrovato questi guanti che avevo dato per persi.


Sono delle semplici manopole, fatte con lana povera, forse avanzi di gomitoli, ma quel che conta è che li aveva sferruzzati la zia Fannì. Me li aveva preparati quand'era già molto avanti con l'età, ma osservandoli attentamente, si può vedere quanto siano ben fatti.




Fannì, in realtà si chiamava Virginia ed era una zia acquisita di mia nonna materna  (avevano quasi la stessa età).

Durante la guerra aveva perso il marito e l'unico figlio ancora bambino, ma questi avvenimenti drammatici non le avevano tolto la dolcezza e la capacità di amare. Tutti quelli che la conoscevano le volevano bene.
Mia mamma le era legatissima e ricorda ancora con nostalgia i suoi consigli e le sue parole di conforto.

Ora che ho ritrovato i guanti e sono indecisa, non so se metterli da parte, ben protetti in una scatola oppure usarli, in fondo lei me li aveva donati per questo.

Il ricordo di questa zia è impresso per sempre nel mio cuore, ma toccare questi guanti che lei ha sferruzzato con tanto amore, me la fa sentire vicina, è come se mi tenesse per mano e mi dicesse che è sempre qui accanto me.

Con un po' di groppo alla gola,

un caro saluto a tutti,
                                                                                                                                                   Marina





domenica 10 marzo 2013

Una sciarpa con rosa e un fatto divertente




Si avvicina l'inizio della primavera,
piano piano la temperatura si alza e oramai quasi nessuno porta più le sciarpe, ma ho pensato di postare ugualmente le foto di questa mia creazione.
Si tratta di un lavoro che avevo fatto qualche anno fa, avrei dovuto venderlo, ma come spesso capita me ne sono innamorata e l'ho adottata io.



Per un certo periodo sono stata presa dai disegni delle rose in stile liberty, quelli che molto spesso vengono utilizzati per fare stencil.
Mi piaceva l'idea di riprodurne uno su di una sciarpa, o una stola e ho pensato di farlo ritagliando i vari elementi da un panno di feltro e cucendoli con punti invisibili sulla sciarpa, ho poi completato la decorazione  con alcune perline. I bordi della stola sono rifiniti a punto smerlo e a punto cavalletto.



Nelle foto ho abbinato la stola
ad un baschetto di lana.




Anche il baschetto ha la sua rosa, 
che però è a rilievo ed è fatta utilizzando lo stesso tipo di panno della stola.
Come vedete tutto è sui toni pastelli che io amo molto.

C'è qualcuno che, nonostante siamo già in marzo, indossa ancora come me sciarpa e cappello,
o sono l'unica vecchietta freddolosa?

Approfitto di questo post per raccontarvi un fatto divertente.
L'8 marzo, il giorno della festa della donna, alle mie due ragazze è arrivato un messaggino sul cellulare con una poesia dedicata alle donne.

"Un fiore, una donna, cresce ovunque.
 Resiste al sole, al freddo, alla pioggia.
 Se ne trovano di belli, bellissimi, meravigliosi ed hanno bisogno di una terra fertile ed accogliente." 

da un estimatore del gentil sesso

Una poesia un po' strana.
Il mittente aveva un numero a loro sconosciuto e non riuscivano a capire chi fosse, hanno continuato ad indagare per parecchio, poi io ho aperto le mie e-mail ed ho trovato lo stesso messaggio, ma ho trovato anche il nome del mittente: Pietro, mio marito!
Ci aveva inviato questa sua poesia con l'HTC del lavoro, un numero che noi non conoscevamo. Voleva rimanere anonimo e ridere un po' vedendo le nostre reazioni, ma la e-mail l'ha tradito. Ci ha piacevolmente sorprese e alla sera al suo rientro accompagnato da tre mazzolini di mimose, lo abbiamo ringraziato e riso assieme di questa sua "sorpresa".  


Un caro saluto a tutti,
Marina

martedì 5 marzo 2013

Diciotto anni...

E poi un giorno all'improvviso, arrivano i 18 anni!
Non è mica una cosa da poco, è la maggiore età.
Così anche la Cate, la mia pulcina, è diventata maggiorenne e dato che il suo compleanno è stato il 22 febbraio è pure andata a votare!
Lei era gasatissima, aveva organizzato la festa, invitato gli amici, era arrivato anche il ragazzo che abita in Puglia, insomma un grande evento.

Ma qualche settimana prima...
"Mamma, non riesco a trovare un vestito che mi piaccia, ho girato in tanti negozi, ma niente, poi quelli belli costano un botto. 
Voglio che sia speciale, come posso fare?"
E la mamma che fa? Si mette in movimento, parla con la nonna, tirano fuori tessuti e pizzi e vecchi vestiti da cui riprendere il modello.
La Cate osserva, sceglie il modello, poi il tessuto, il pizzo e dà il via ai lavori.
La nonna è tutta preoccupata di non riuscire a fare un bel lavoro, ma si mette all'opera con un po' d'aiuto della mamma e alla fine del lavoro sentenzia:
"Mo se dai clè avnù ben!" (ma si dai che è venuto bene)
La nonna non è una sarta, ma le è sempre piaciuto cucire e se la cava alla grande, ora ha una certa età, ha passato i settanta e non ha più la sicurezza di un tempo, ma con qualche aiutino, le è venuto fuori un abito da sera coi fiocchi.



Archiviato il lavoro di cucito, bisognava pensare alla torta, si perché qua vige la regola del fai da te praticamente su quasi tutto...
"Mi piacerebbe che nella farcitura ci fosse la crema pasticcera coi granelli di cioccolato e sopra la panna"
La mamma: "e come la decoriamo? ti piacerebbero delle rose di pasta di mandorle?"
"Va bene, ma le voglio rosse!"
Manco fosse una festa di laurea, ma se le vuole di quel colore va bene così. Si ordina il pan di Spagna dal forno e il resto si fa a casa.
Intanto, per la festa la Cate ha prenotato un ristorante che rimane in campagna fuori Forlì, una bella villa dell'ottocento, che le piace proprio tanto, molto romantica!

Ma cosa succede la sera prima della festa?
Inizia a nevicare! 
E il giorno della festa?
Nevica ancora più forte!
Telefonano dal ristorante e informano che il parcheggio è impraticabile, panico...che si fa?
Dopo discussioni e grandi scene da melodramma, la Cate si convince a spostare il luogo della festa,
è comunque una ragazza che non si perde d'animo e nel giro di un'ora trova e prenota un ristorante in città  (tanto quanta gente vuoi che esca stasera con la bufera di neve?) e avvisa tutti gli invitati del cambiamento.
Il problema più grosso e grosso è proprio l'aggettivo più adatto, è la torta.
La panna cede e la torta è da trasportare al ristorante.
Fuori la neve ha imbiancato tutto, le strade sono percorribili solo con le gomme termiche o con le catene e naturalmente il babbo ha le catene. Quindi si carica la torta (40 x 60 cm) nel baule della macchina e si parte.
Insomma una cosa rocambolesca, il babbo guida ai 2 km all'ora, la mamma bada la torta cercando di immobilizzarla con la forza del pensiero e dopo una ventina di minuti (la distanza era relativamente breve) l'auto arriva a destinazione.
I ragazzi stanno mangiando quando la torta fa il suo ingresso scortata dal babbo e dal ristoratore che se la imbosca in cucina in attesa della fine della cena.
Il resto non ve lo posso raccontare perché non ero presente, ma mi dicono che tutto sia andato per il meglio.



Queste sono alcune foto scattate al ristorante dagli amici di Caterina.


Un lungo post, pieno d'emozioni,
da rileggere per ridere un po' e ricordare questa data speciale, i 18 anni della mia Caterina, una piccola, grande donna.




Un carissimo saluto a tutti,


Marina

giovedì 21 febbraio 2013

Un regalo dona gioia

Ieri a mezzogiorno mentre rientravo a casa con le sporte della spesa in mano, ho incontrato il postino, aveva una busta bella grande in mano.
Io aspettavo un pacchetto da Sabrina del blog "Sciccoserie", così ho chiesto per chi fosse e quando ha letto il mio nome ho risposto sorridente:"Sono io!".


Salita in casa, ho appoggiato le mie sporte ed ho aperto con grande curiosità la busta.
Ho trovato le due graziose creazioni che Sabrina ha preparato per me, un segnalibro con un bel fiore fuxia che mette buonumore solo a guardarlo e un quadernino dove appuntare le idee, anche questo bello colorato e fatto con tanta cura, addirittura con il titolo e un bel fiore ricamati a punto croce su tela Aida ed applicati sulla copertina (complimenti anche alla mamma di Sabrina per i suoi ricami!) molto primaverile.


Sabrina, in occasione del suo secondo compli-blog, aveva proposto un giochino, indovinare il nome della città raffigurata nel suo nuovo sfondo e ha voluto dare due premi, anzi tre, il primo a chi indovinava, il secondo a sorteggio tra tutti i partecipanti ed il terzo alla sua duecentesima follower.
Di solito non sono fortunata in queste cose, la città non l'ho beccata, invece il random ha selezionato proprio il mio numero per il secondo premio, quindi la vincita mi ha piacevolmente sorpresa.
Un dono porta sempre allegria, queste creazioni di Sabrina ancor di più per i loro colori e per la cura che ci ha messo nel farle. Mi sento come una bambina e ringrazio per questa, anche se piccola, bella emozione.

Un caro saluto a tutti,
Marina

lunedì 11 febbraio 2013

Ma si regala un cuore ad un uomo?

Quest'anno che faccio, gli regalo un cuore?
Mumble, mumble, ... un cuore come? 
Già in un'altra occasione gli avevo regalato una bella scatola di metallo a forma di cuore, si gli era piaciuta, ma un'altra scatola non è del caso.
Insomma non è mica facile fare un regalo romantico ad un uomo...


IDEA

gli preparo un segnalibro, lui ama leggere e un cuore in un segnalibro ci sta benissimo e poi glielo faccio con le mie manine, vuoi mettere?!
Allora come lo faccio sto segnalibro?
Un cuoricino di feltro? ...



C'ho provato, ma non m'ha convinto.

E se lo disegnassi?

Ma si dai, che mi piace disegnare...


un palloncino a forma di cuore con su scritte le nostre iniziali e...



 la mia manina che tiene il filo a cui è appeso il palloncino.


Si, perché quella è la mia mano, il braccialetto no, l'ho preso in prestito dalla matita ;-)

Un invito alla lettura...


e il segnalibro è pronto.



Ve l'ho mostrato, ma mi raccomando non ditegli niente perché voglio fargli una sorpresa.
E poi, a San Valentino ci vorrebbe una cenetta romantica a lume di candela...

...chissà? 
Di candele in casa ce ne sono tante, bisognerebbe solo preparare la cenetta...
e se facessi cucinare lui?

Il seguito alla prossima puntata...

Buon San Valentino a tutti,

Marina

P.S.
Non ho bevuto, non ho respirato polverine strane, ne fumato, boooo? 
Sarà l'aria frizzantina che c'è fuori che m'ha risvegliato i neuroni!

mercoledì 6 febbraio 2013

Volevo fare l'artigiana

Dopo aver letto l'ultimo post di Elena Fiore ho avuto modo di riflettere sul tema "fare il  lavoro di creativa a tempo pieno".
L'Italia, anzi il mondo, è pieno di persone capaci, fantasiose, abili manualmente che esprimono la propria creatività.
Ma fare di mestiere l'artista, o fare artigianato artistico non è per tutti, in pochi possono dire: "Io con la mia arte guadagno da camparci".
Fantasia e manualità non bastano.
Bisogna prima di tutto credere fermamente nelle proprie doti e dedicare tanto, ma tanto tempo al proprio lavoro. Il tempo per ideare, per realizzare e per vendere le proprie creazioni.
E se vendere non è facile, riscuotere lo è ancor di più (ma questo è un argomento che meriterebbe uno spazio a parte). 
E poi c'è da fare i conti con la normativa fiscale italiana, che al momento non aiuta le attività di artigianato artistico, anzi...la pressione fiscale schianta (altro vasto argomento di discussioni). 
E la famiglia? Gli amici? 
Per riuscire a fare tutto bene insomma, come diceva Luca Carboni  "ci vuole un fisico bestiale", essere non solo artista, ma anche manager, imprenditore di se stesso e moglie e madre.
Ho una famiglia, il marito e due figlie grandi che forse hanno più bisogno di me ora di quando erano piccole e il fisico bestiale non ce l'ho, anzi.... 
Volevo fare l'artigiana, l'ho fatta per tre anni, ma ora c'ho rinunciato.
Questa scelta non è stata facile, la considero comunque una sconfitta, un obbiettivo non raggiunto, ma penso di aver guadagnato altre cose che forse sono più importanti.
Non sarò un'artista con la A maiuscola, ma voglio poter continuare a creare con gusto, senza l'ansia di dover portare a casa un risultato per forza, la pagnotta me la guadagnerò diversamente.
Per chi mi segue abitualmente, questo post è decisamente diverso dal solito, spero di non avervi stancato con le mie considerazioni, ma "tirar fuori" ogni tanto fa bene.

Un caro saluto a tutti,
Marina