giovedì 6 giugno 2013

Un lampadario per il porticato

Durante quest'inverno ho girato per i vari mercatini dell'usato della mia città ed ho trovato alcuni pezzi interessanti, adatti alle mie esigenze di stile e sopratutto alle mie tasche.
Qualcuno si potrebbe domandare: "Come mai questi acquisti?"
Chi mi segue forse si ricorda del mio lavoro di restyling sul lettone matrimoniale, che ho fatto la scorsa estate in Puglia e postato QUI.
Dato che mi sono divertita molto, sono rimasta soddisfatta del mio operato e sopratutto volevo trovare dei degni compagni d'arredamento al lettone, ho deciso di proseguire col rinnovamento interno nella nostra casetta di Martina Franca. 
Qualche mobile, lampadari ed altre piccole cose per rendere la casa il più possibile accogliente per i nostri periodi di ferie.
Naturalmente non posso pensare di fare tutti i lavori durante le vacanze (rischierei di non rilassarmi più), così mi sono portata avanti iniziando qui a casa.
Oggi vi mostro il mio recupero su questo lampadario che troverà il suo posto nel porticato della casetta martinese.

Prima era così:
un vecchio lampadario in ottone. 


La parte più noiosa del lavoro è stata la preparazione.
Tra l'altro non è stato possibile smontare i vetri quindi ho dovuto procedere con cautela facendo attenzione a non rovinarli.
Prima di verniciare, ho attaccato la carta gommata su tutto il perimetro dei vetri e poi via con la mano di fondo (adatto all'ottone) e una volta asciutto ho steso l'acrilico.
Per accentuare il senso dello shabby, ho sporcato le parti più incavate con del color seppia.

Et voilà!


(In questa foto, in alto a destra, si intravvede il nido che un merlo ha costruito nel mio terrazzo)


Ecco il lampadario!

Non vedo l'ora di vederlo appeso sotto al porticato.

E intanto proseguono i lavori...

Un caro saluto a tutti,

Marina



venerdì 24 maggio 2013

Voglia di...mughetti (anche da tricotare)

Come avete ben visto, il meteo è impazzito, pioggia, freddo, vento, neve e 
manca solo una settimana 
all'inizio di giugno!


Che voglia di passeggiare in mezzo al verde e di respirare il profumo dei fiori...


Dato che il meteo non mi consente di esaudire questo desiderio, navigo sul web in cerca di immagini che evochino la primavera e mi sono lasciata catturare da questo questo piccolo fiore: il mughetto. 


Bianco, semplice, elegante e profumato.
Nel linguaggio dei fiori, i mughetti rappresentano la felicità ritrovata, la serenità dopo i periodi di sconforto e augurano buona fortuna.


 In Francia vengono regalati spesso in occasione di eventi importanti, proprio con questo significato ben augurale.



Si dice che l'usignolo a primavera 
aspetti le fioriture del primo mughetto per 
volare nel bosco a celebrare i suoi amori.


Il mughetto rappresenta anche l’amore discreto e la fedele vita matrimoniale,
che sia per questo che un suo mazzolino è perfetto per una sposa ?


E per chi lo volesse riprodurre con l'uncinetto
ho trovato il tutorial QUI per voi.


In attesa di tempi migliori, 
con tanti mazzolini di mughetti,

un caro saluto a tutti,

Marina

lunedì 13 maggio 2013

Mobiletto rinnovato in stile shabby chic

E' dall'anno scorso che penso di dare un nuovo look alla zona coperta del mio terrazzo.


E' un ambiente molto tradizionale, travi del pergolato in legno tinto noce, mobili scuri, persiane scure, risulta molto accogliente, ma io sento il bisogno di una ventata di freschezza.
Il pavimento è orrendo, ma per ora mi tocca tenerlo così com'è.




Ho deciso di iniziare rinnovando questo piccolo mobile degli anni '70 che aveva mia nonna nell'ingresso del suo appartamento, non è certo di valore, ma come tutte le cose che appartenevano alle mie nonne, è per me un caro ricordo.




Per la scelta del nuovo colore, sono stata molto condizionata dalla tinta giallo ocra delle pareti esterne che ovviamente non posso modificare perché abito in un condominio.



Ho cercato immagini sul web che mi aiutassero a trovare l'abbinamento migliore ed ho optato per il bianco avorio, l'effetto mi piace risulta delicato, fresco e rilassante.



La settimana scorsa ho anche fatto un giretto nella cantina dei miei e rovistando fra le vecchie cose ho trovato questo bel colapasta smaltato (sempre della nonna), ho in mente di trasformarlo in un lampadario da cucina, ho visto molte foto del genere e l'idea mi stuzzica molto.



La primavera suscita anche in voi voglia di cambiamento?

Un caro saluti a tutti, 

Marina

mercoledì 8 maggio 2013

Tre anni e 1 mese

Mi sono resa conto, vedendo nei giorni scorsi i post delle mie amiche di web che festeggiavano i loro compli-blog,
 che anche il mio blog ha superato la soglia dei tre anni, sono piuttosto sbadata, sarà la primavera.



Così, dato che non l'ho fatto l'8 aprile 
(data del mio primissimo post), lo faccio oggi in ritardo di un mese,
buon compleanno 

"Unica come te"

Grazie a tutte le persone che passano da qui, a chi mi lascia i suoi commenti e a chi no,
insomma grazie a tutti.

Un grazie speciale alle belle persone che ho avuto modo di conoscere sia virtualmente che realmente proprio per mezzo di questa finestra sul web.

Non ridete, ma ecco come si presentava il mio primo post:


Oggi inizia la mia blog avventura! 
Si, per me è un avventura, dato che non sono mai stata un'amante del computer!? 




Bene, ora andiamo a navigare in questo mare.....

Naturalmente questo post, non se l'era filato nessuno, ma per me è un bel ricordo, sono contenta di aver scelto questa foto e per quanto mi sia possibile, continuo a navigare in questo mare non più sola, ma in compagnia di tante piccole e grandi imbarcazioni, ognuno di noi ha un carico speciale da trasportare, ma è anche alla ricerca di terre lontane, nuovi amici e tesori nascosti.

Un caro saluto a tutti i naviganti,

Marina

sabato 4 maggio 2013

Giorni di primavera a Martina Franca

Vale la pena visitare la Valle d'Itria in primavera.

Oltre alla presenza degli ulivi spesso secolari, la campagna è particolarmente bella grazie ai fiori spontanei che crescono abbondantemente nei campi.


 Il rosso dei papaveri mescolato al rosa, al bianco, al giallo, dei tanti fiori selvatici, donano agli occhi di chi guarda un vero spettacolo della natura che sommato alle opere umane costruite nei secoli rendono questa valle un posto davvero speciale.
Mi emoziona sempre passeggiare per i vicoli del centro storico di Martina Franca e ammirare i bei palazzi barocchi, come mi rilassa girare per le campagne con le sue tipiche costruzioni rurali, inconfondibili ed uniche al mondo: i trulli.




Martina Franca è uno dei paesi dell'Itria ed è il paese di nascita di mio marito dove tuttora risiedono i suoi parenti.

 

I miei suoceri non hanno un trullo,  ma una casetta bianca, dalla tipica forma col tetto piano, il mio sogno sarebbe stato quello di averne uno, comunque poter trascorrere qualche giorno  nella campagna tra gli ulivi è sempre piacevole e rilassante.


Per la prima volta da quando siamo sposati, mio marito ed io siamo riusciti a passare qualche giorno a Martina in questo periodo dell'anno e sono rimasta particolarmente affascinata da questa esplosione di fiori e di verde.


Ero abituata a vedere la Puglia in estate, è sempre uno spettacolo, ma trovo che il periodo primaverile la renda ancor più bella.



Questa volta siamo scesi in treno e spostarci in loco è stato piuttosto problematico,
ma siamo riusciti ad incontrare Lory 
che ha preparato per noi una deliziosa cena a base di pesce, con un dolce finale da leccarsi i baffi,
è una cuoca bravissima!

Ed ora vi mostro il delizioso 
regalo che mi fatto, 
riserva sempre una cura speciale per la confezione


un bell'asciugamano da cucina ricamato a punto croce dalle sue abili mani.


Casa dolce casa...


Cara Lory, sei speciale, grazie per la tua cortesia!

Un caro saluto a tutti,
Marina




martedì 23 aprile 2013

Una casetta piccola così

L'aria della primavera ci avvolge, 
prati fioriti, cinguettii, tutta la natura ci parla di rinnovamento, di rinascita.
Come ogni anno, abbiamo fatto i lavori di pulizia primaverili in terrazzo, per poterci passare comodamente momenti di relax.



Per abbellire, ho rispolverato 
le casette degli uccellini 
che avevo fatto un bel po' di tempo fa.



Base di compensato, intonaco granuloso, per il tetto fogli usati di carta vetrata con l'aggiunta di scaglie di corteccia, qualche decorazione e macchie di colore per renderle più accoglienti, ...casa dolce casa...



e se qualche uccellino le trovasse accoglienti e volesse abitarci ne sarei davvero felice.


Un caro saluto a tutti,

Marina

domenica 7 aprile 2013

Rose nelle collane

Primavera, tempo dei fiori, bellissimo dono di madre natura. 
Come avrete notato, uno dei fiori che preferisco riprodurre è la rosa, 
ma non credo di avervi mai mostrato i miei boccioli di rosa in pelle. 


Avevo trovato nel magazzino dove spesso vado a cercare qualche bella stoffina, della nappa molto morbida con effetto invecchiato ed ho voluto provare ad utilizzarla per fare appunto i petali di queste rose.



Le foto sono di scarsa qualità e non si vede bene l'effetto delle sfumature della pelle che dà ai petali un aspetto molto naturale, un effetto che mi è molto piaciuto.



Quelle che vedete sono collane che avevo fatto nel 2008 (che grazie a Dio ho venduto), ma in una delle mie scatole ho ancora una rimanenza di questa bella nappa che vorrei utilizzare per fare altre rose e altri nuovi bijoux.

Intanto aspettiamo con ansia che tornino a sbocciare le nuove rose nei nostri giardini,
che la primavera si decida a farci compagnia col suo tepore, i suoi colori ed i suoi profumi.

Un caro saluto, 
pace e bene a tutti,

Marina

P.S.
Da un po' di tempo non riesco a visitare con assiduità 
i vostri blog, ma non è per scortesia nei vostri confronti, 
vogliate scusarmene. 
Vorrei poter passare sempre da tutti,
ma non manco mai di rispondere con piacere ai commenti che gentilmente mi lasciate e per cui vi ringrazio di cuore.

venerdì 29 marzo 2013

Buona Pasqua a tutti

 SANTA PASQUA 2013


L'amore che Cristo risorto ci dona, 
riempia il nostro cuore e 
ci renda nuove persone.

fonte

Abbiamo tutti bisogno di pace, prima di tutto
nel nostro cuore, poi nella nostra famiglia, nei luoghi di lavoro e con gli amici, 
ma anche di vedere pace, armonia ed accordo in ogni ambito sociale.
Questo è l'augurio che mando a tutti, 
che entri la pace nei nostri cuori.

AUGURI!

Marina

domenica 24 marzo 2013

Ciambella di carote

Si, si, questo è un post decisamente inusuale per il mio blog, 
ma su suggerimento di Gio del blog "Mamma dilettante" e di Silvia del blog "Mammabook" oggi vi mostro 
la ricetta per la Ciambella alle carote.
L'avevo trovata sulla rivista "Buona cucina" n°5 -maggio 1997- (quasi d'epoca!)
Vi posso assicurare che il risultato è ottimo, 
l'ho preparata per il pranzo di Pasqua più d'una volta ed i commensali hanno sempre molto gradito.

Ingredienti per 8-10 persone

Per la ciambella:
- 6 uova a temperatura ambiente
- 250 gr di zucchero
- 450 gr di carote
- la scorza grattugiata ed il succo di 1/2 limone
- 1 cucchiaino di cannella 
  (posso dire che se ne può mettere anche meno, dipende  
   dai gusti personali)
- 100 gr di mandorle in polvere 
  (io ho frullato le mandorle sgusciate)
- 1 cucchiaino di lievito in polvere
- 80 gr di pane grattugiato fresco
- 60 gr di farina
- sale

Per la cottura è consigliato l'uso di uno stampo a ciambella del diametro di 28-30 cm imburrato ed infarinato.

Per la salsa al limone:
- 250 gr di zucchero a velo
- 3 cucchiai di acqua tiepida
- il succo di 1 limone

Preparazione:
- Raschiate le carote, lavatele e cuocetele in acqua bollente per 25 min, quindi passatele nel mixer e lasciate raffreddare la purea ottenuta.
- Separate in una ciotola i tuorli dagli albumi, di questi ultimi tenetene da parte 5 in un'altra ciotola.
- Sbattete con una frusta elettrica i 6 tuorli con lo zucchero finché saranno diventati bianchi e spumosi. Incorporate gradualmente la purea di carote, la scorza ed il succo di limone, la farina setacciata, le mandorle, la cannella, il pane grattugiato ed il lievito, sempre mescolando con la frusta elettrica.
- Montate a neve ben ferma i 5 albumi con un pizzico di sale ed incorporateli delicatamente al composto con una spatola.
- Versate l'impasto nello stampo, battetelo sul piano da lavoro per livellarlo, mettete in forno preriscaldato a 180° per 30 min circa. 
Verificate la cottura con uno stecchino che estratto dalla ciambella dovrà risultare asciutto.
- Fate raffreddare il dolce per 10 minuti prima di toglierlo dallo stampo e mettetelo sul piatto di portata.
- Unite lo zucchero a velo ed il succo di limone all'acqua tiepida e mescolate fino a che la salsa diventerà liscia e lucida, dopodiché versatela sulla ciambella in modo che coli sui lati. (se lo preferite, potete servire la ciambella anche senza la salsa al limone)

Nelle indicazioni questa ricetta è considerata di facile esecuzione.
Tempo di preparazione 35 minuti, cottura 30 minuti.

Quanto nutre una porzione:
Calorie            364
proteine         8.8 g
lipidi           5.5 g
glucidi         66.9 g
fibra alim.        8 g
colesterolo     135 mg


Ho scansionato una vecchia foto (abbiate pietà di me!) della ciambella, in quell'occasione l'avevo decorata facendo un coniglietto e delle carotine col marzapane, le foglioline delle carote sono ciuffetti di prezzemolo.


Questa invece è la foto molto professionale 
presa dal giornale. 


Spero di avervi dato un buon suggerimento per una ciambella dal gusto primaverile, particolarmente consigliata per la Pasqua.

Buona settimana a tutti,
un caro saluto,

Marina  
 
P.S.
Un saluto speciale a Fabiola e Germana 
che ringrazio per la loro frequenza sul mio blog.

martedì 19 marzo 2013

Un uovo dentro ad un fiore

Ricordo sin da quando ero bambina l'usanza di mangiare a colazione, il mattino del giorno di Pasqua, l'uovo benedetto.
Il sabato Santo mia mamma faceva bollire le uova che una volta diventate sode io dipingevo, poi dopo averle messe dentro ad un cestino le portavamo in Chiesa per la benedizione. 
Ho trasmesso questa tradizione anche alle mie figlie e a mio marito che non la conosceva. Quando le mie figlie erano piccole erano loro a decorare le uova, un momento divertente e coinvolgente.
Per rallegrare la tavola e presentare le uova sode in modo diverso, quest'anno ho pensato di fare dei fiori di feltro dai grandi petali ed utilizzare le loro corolle come base d'appoggio per le uova.



Ho voluto adattare alla tradizione dell'uovo pasquale, la mia ultima passione creativa: il feltro.



Ho recentemente seguito un corso, proprio per imparare a fare dei fiori con la lana cardata.
Quelli che vedete sono i miei primi esperimenti, son venuti un po' ruspanti, ma tutto sommato non mi dispiacciono.


Al supermercato ho trovato una confezione di ovetti di zucchero colorati e mi è piaciuta l'idea di metterli  in un piatto assieme ai fiori. 
Nelle foto vedete alcune prove, ma può darsi che trovi un'alternativa che mi piaccia di più.



Alla ricerca delle origini di questa tradizione delle uova benedette, ho trovato sul web delle interessanti spiegazioni che allego qui di seguito.

"L'uovo è il più antico simbolo dell'origine della vita; è sempre stato associato alla primavera, alla rinascita e, nella cultura cristiana, alla resurrezione. La tradizione pagana di scambiarsi uova dipinte nelle feste propiziatorie della fertilità risale agli Egiziani ed ai Persiani. Il dono era considerato di buon auspicio, in quanto simbolo del rinnovarsi della vita. 
Tale simbologia, con qualche variante, fa parte della cultura di moltissimi popoli antichi. Tra i romani, ad esempio, Plinio testimonia il costume di seppellire nei campi uova dipinte di rosso, per tenere lontani gli influssi malefici e propiziarsi un buon raccolto.

La Pasqua ebraica (da "Pasach", passaggio) è la ricorrenza che ricorda l'esodo dall'Egitto e la rinascita spirituale. Il pasto rituale della festa, oltre all'agnello (simbolo di dolcezza e di sacrificio) ed al pane azzimo (simbolo di penitenza), prevede le uova, simbolo di una nuova vita.

La simbologia ebraica fu assimilata dai primi cristiani, per celebrare il ritorno alla vita di Cristo. L'uovo fu mantenuto come emblema della rinascita ed associato alla sacralità del battesimo, da cui la tradizione di scambiarsi uova benedette. Anche l'uso di colorare le uova si è mantenuto nel tempo ed alcune leggende lo hanno legato alla figura di Cristo risorto: Maria Maddalena era una delle donne che erano andate al sepolcro di Gesù, ma l'aveva trovato vuoto. Allora corse alla casa nella quale si trovavano i discepoli, entrò tutta trafelata ed annunciò la straordinaria notizia. Pietro, uno dei discepoli, la guardò incredulo e disse: "Crederò a quello che dici solo se le uova contenute in quel cestello diverranno rosse."
E subito le uova si colorarono di un rosso intenso!"                                                                              (link)
Mi piace risalire alle origini delle nostre tradizioni e capire le ragioni della loro nascita.


A chiusura di questo post, auguri a tutti i papà, oggi S.Giuseppe è la loro festa!

Un augurio e una preghiera particolare al S.Padre, 
Papa Francesco, padre di tutta la Chiesa 
che oggi ha celebrato la Santa Messa di inizio pontificato.



Un caro saluto a tutti,


Marina

giovedì 14 marzo 2013

Guanti semplici, ma preziosi

In questi giorni sto facendo un lavoro detestabile, sgomberare lo sgabuzzino in soffitta.
Abitiamo in questo appartamento da quando ci siamo sposati, cioè da quasi ventitré anni ed il ripostiglio ricavato nella parte più bassa del sottotetto si è riempito.
All'inizio c'erano riposte poche cose, due scatole di piastrelle avanzate, vecchi libri di scuola, le valigie e le scarpe fuori stagione. Ora c'è di tutto, ma veramente di tutto.
Non so se capita anche a voi, ma io accumulo pensando che quella "cosa" che ora non uso, prima o poi mi servirà, poi potrei riciclarla, poi potrebbe servire alla ragazze, poi...
Adesso il volume delle cose messe da parte è diventato esagerato, quindi si è reso necessario un intervento di selezione e sgombero.
Tanti capi d'abbigliamento li ho già infilati nei sacchi e li porteremo ad un'associazione di volontariato dove so per certo che ne faranno buon uso.
Fra le tante cose che non usiamo più, ci sono anche dei piccoli tesori, naturalmente non lo sono per il loro valore materiale, ma per quello affettivo. Ho ritrovato questi guanti che avevo dato per persi.


Sono delle semplici manopole, fatte con lana povera, forse avanzi di gomitoli, ma quel che conta è che li aveva sferruzzati la zia Fannì. Me li aveva preparati quand'era già molto avanti con l'età, ma osservandoli attentamente, si può vedere quanto siano ben fatti.




Fannì, in realtà si chiamava Virginia ed era una zia acquisita di mia nonna materna  (avevano quasi la stessa età).

Durante la guerra aveva perso il marito e l'unico figlio ancora bambino, ma questi avvenimenti drammatici non le avevano tolto la dolcezza e la capacità di amare. Tutti quelli che la conoscevano le volevano bene.
Mia mamma le era legatissima e ricorda ancora con nostalgia i suoi consigli e le sue parole di conforto.

Ora che ho ritrovato i guanti e sono indecisa, non so se metterli da parte, ben protetti in una scatola oppure usarli, in fondo lei me li aveva donati per questo.

Il ricordo di questa zia è impresso per sempre nel mio cuore, ma toccare questi guanti che lei ha sferruzzato con tanto amore, me la fa sentire vicina, è come se mi tenesse per mano e mi dicesse che è sempre qui accanto me.

Con un po' di groppo alla gola,

un caro saluto a tutti,
                                                                                                                                                   Marina